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Materie prime strategiche: l’ue accelera verso l’indipendenza entro il 2030

Scopri come l'Unione Europea sta investendo in progetti innovativi, inclusi quattro in Italia, per ridurre la dipendenza da paesi terzi e garantire una fornitura sostenibile di minerali critici entro il 2030.
  • L'UE punta a coprire il 10% del fabbisogno con estrazione interna.
  • Il 40% del fabbisogno sarà coperto dalla trasformazione interna.
  • Il 25% del fabbisogno sarà coperto dal recupero entro il 2030.
  • 47 progetti strategici selezionati, inclusi 4 in Italia.
  • 15 mesi: la durata massima per l'ottenimento dei permessi.

L’Unione Europea ha compiuto un passo significativo verso l’indipendenza strategica nel settore delle materie prime, cruciali per la transizione ecologica, digitale e per l’industria della difesa. La Commissione Europea ha selezionato 47 progetti strategici, di cui quattro situati in Italia, con l’obiettivo di rafforzare le capacità interne di estrazione, lavorazione e riciclo di minerali critici. Questa iniziativa è una risposta diretta alla crescente preoccupazione per la dipendenza da paesi terzi, in particolare dalla Cina, per l’approvvigionamento di materiali indispensabili per settori chiave dell’economia europea.

L’attuazione del Critical Raw Materials Act

Il Critical Raw Materials Act rappresenta la pietra angolare di questa strategia. Il fine principale è assicurare che, entro il 2030, le attività europee di estrazione, trasformazione e recupero di materie prime strategiche coprano rispettivamente il 10%, il 40% e il 25% del fabbisogno comunitario. Questo ambizioso piano prevede anche la riapertura di miniere in Europa, come sottolineato dal commissario Ue Stephane Séjourné. I 47 progetti selezionati coprono 14 delle 17 materie prime strategiche elencate nel Critical Raw Materials Act, con particolare attenzione a litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, elementi essenziali per la produzione di batterie, acciaio e componenti per la difesa.

I progetti italiani e il loro impatto

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I quattro progetti italiani selezionati si concentrano sul riciclo di materie prime critiche e sono situati in Veneto, Toscana, Lazio e Sardegna. Questi progetti beneficeranno di procedure semplificate per l’ottenimento dei permessi, con un iter che non supererà i 15 mesi, e di un migliore accesso ai finanziamenti. Nello specifico, i progetti sono:

Il progetto “Alpha Project” in Toscana, di Solvay Chimica Italia, focalizzato sul riciclo di metalli del gruppo del Platino.
Il progetto “Life22-Env-It-Inspiree” nel Lazio, di Itelyum Regeneration SpA, dedicato al riciclo di Terre Rare per magneti.
Il progetto “Portovesme CRM Hub” in Sardegna, di Portovesme srl e Glencore, per il riciclo di Litio, Nickel, Cobalto e Rame.
Il progetto “Recover-It” in Veneto, di Circular Materials srl, per il riciclo di Rame, Nickel e metalli del gruppo del Platino.

Questi progetti rappresentano un passo importante verso la creazione di una filiera italiana delle materie prime più resiliente e sostenibile, in linea con gli obiettivi di economia circolare promossi dall’Unione Europea.

Implicazioni per l’industria e la difesa

L’iniziativa europea sulle materie prime strategiche avrà un impatto significativo su diversi settori industriali, tra cui l’automotive, l’acciaio e la difesa. La disponibilità di litio, cobalto, nichel, manganese e grafite è fondamentale per la produzione di batterie per veicoli elettrici, un elemento chiave della transizione verso una mobilità sostenibile. Allo stesso modo, il manganese è essenziale per l’industria siderurgica, mentre il germanio, ad esempio, è utilizzato nei sensori a infrarossi per applicazioni militari.

Il commissario Séjourné ha sottolineato l’importanza di ridurre la dipendenza da paesi terzi per materie prime come il magnesio, utilizzato nella difesa, per il quale l’UE dipende dalla Cina al 97% per l’estrazione. La riapertura di miniere in Europa e lo sviluppo di capacità di riciclo interne sono quindi cruciali per garantire l’autonomia strategica dell’UE in settori vitali.

Prospettive future e investimenti

Le iniziative selezionate ricoprono una parte delle materie prime essenziali indicate nel Critical Raw Materials Act, concentrandosi in particolare su litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, elementi indispensabili per la fabbricazione di accumulatori, acciaio e componenti impiegati nella difesa.

Si prevede un esborso di 22,5 miliardi di euro per attivare i 47 progetti designati.

Questi piani potranno contare sull’appoggio congiunto della Commissione, degli Stati membri e degli enti finanziari per quanto concerne l’accesso ai fondi e il sostegno per avviare contatti con potenziali acquirenti.

L’obiettivo primario è garantire che, entro il 2030, le attività europee di estrazione, trasformazione e recupero di materie prime strategiche coprano rispettivamente il 10%, il 40% e il 25% del fabbisogno comunitario.

Un Futuro di Autonomia Strategica e Sostenibilità

L’iniziativa dell’Unione Europea sulle materie prime strategiche rappresenta un cambio di paradigma nella politica industriale europea. L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza da paesi terzi, rafforzare la sovranità tecnologica e promuovere una crescita economica sostenibile. I progetti selezionati, compresi i quattro in Italia, sono un passo importante verso la realizzazione di questo obiettivo. Resta da vedere se l’UE sarà in grado di raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi entro il 2030, ma l’impegno e gli investimenti messi in campo indicano una forte volontà politica di trasformare il panorama industriale europeo.

Ora, riflettiamo un attimo su cosa significa tutto questo per noi. In termini semplici, diversificare le fonti di approvvigionamento è come non mettere tutte le uova nello stesso paniere. Se una fonte si prosciuga, ne hai altre a cui attingere. Questa è una nozione base di economia e finanza che si applica non solo alle materie prime, ma anche ai nostri investimenti personali.

E per una nozione più avanzata, pensiamo alla “teoria del portafoglio moderno”. Questa teoria suggerisce che la diversificazione degli investimenti in diverse classi di attività, con correlazioni basse o negative tra loro, può ridurre il rischio complessivo del portafoglio senza sacrificare il rendimento atteso. Allo stesso modo, l’UE sta diversificando le sue fonti di materie prime per ridurre il rischio di interruzioni nella catena di approvvigionamento.
Quindi, la prossima volta che pensi ai tuoi investimenti, ricorda l’importanza della diversificazione. E magari, rifletti su come le decisioni politiche a livello europeo possono influenzare la tua situazione economica personale.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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