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- Unical: GEP triennale (2022-2024) in sei macro-aree tematiche.
- Unipv offre una vasta gamma di servizi di welfare.
- Solo il 15% delle donne italiane considera gli investimenti priorità.
Politiche di genere a confronto: Unical contro Unipv
Il panorama accademico italiano, come molti altri settori professionali, si trova a confrontarsi con le persistenti disuguaglianze di genere che influenzano non solo le traiettorie di carriera e le retribuzioni, ma anche le decisioni finanziarie e gli investimenti del personale dipendente. Un’analisi approfondita delle politiche interne di “economia del personale e di genere” implementate presso l’Università della Calabria (Unical) e l’Università di Pavia (Unipv) rivela come tali strategie possano esercitare un impatto significativo sui comportamenti di investimento e risparmio delle dipendenti.
Entrambi gli atenei, Unical e Unipv, hanno compiuto sforzi per promuovere la parità di genere attraverso l’adozione di un Gender Equality Plan (GEP), un piano strategico volto a contrastare le disuguaglianze e a favorire un ambiente di lavoro più inclusivo. L’Unical ha varato un GEP triennale (2022-2024) che si articola in sei macro-aree tematiche, frutto di un processo di ascolto e condivisione con l’intera comunità accademica. Questo piano si affianca a un Piano triennale di azioni positive (Pap) e a un Bilancio di genere, strumenti complementari per monitorare e promuovere l’equità.
L’Unipv, dal canto suo, ha strutturato il proprio GEP attorno a sei aree di azione prioritarie: equilibrio tra vita professionale e privata e cultura organizzativa; equilibrio di genere nella leadership e nei processi decisionali; parità di genere nel reclutamento e nella progressione di carriera; integrazione della dimensione di genere nei contenuti della ricerca e dell’insegnamento; misure contro la violenza di genere, comprese le molestie sessuali; diffusione, sensibilizzazione e coinvolgimento del pubblico. Sebbene entrambe le università abbiano dimostrato un impegno concreto verso la parità di genere, sembra che l’Unical si concentri maggiormente su azioni positive e bilanci di genere, mentre l’Unipv offra una gamma più ampia di servizi di welfare destinati al proprio personale.
Analizzando nel dettaglio le iniziative intraprese, si osserva come l’Unical abbia posto particolare attenzione alla redazione di bilanci di genere, strumenti utili per monitorare le differenze salariali e le opportunità di carriera tra uomini e donne all’interno dell’ateneo. Questi bilanci consentono di individuare eventuali disparità e di adottare misure correttive mirate a promuovere una maggiore equità. Allo stesso tempo, l’Unical ha promosso azioni positive volte a favorire l’accesso delle donne a posizioni di leadership e a contrastare gli stereotipi di genere che possono ostacolare la loro progressione di carriera. Le azioni positive possono includere programmi di mentoring, formazione specifica per le donne e misure di sostegno alla maternità e alla genitorialità.
L’Unipv, invece, ha ampliato il proprio raggio d’azione offrendo una vasta gamma di servizi di welfare ai propri dipendenti. Tra questi, spiccano la piattaforma sconti “Unipv per te”, che consente di accedere a convenzioni con diverse aziende per ottenere sconti e cashback; la piattaforma welfare “Portfolio dipendenti”, di cui non è stato possibile reperire informazioni dettagliate; il Piano Sanitario UniSalute, una polizza sanitaria integrativa per il personale; i buoni pasto, utilizzabili in numerosi supermercati e ristoranti; convenzioni con la Banca Popolare di Sondrio, che offrono condizioni agevolate ai dipendenti; il Poliambulatorio Universitario di Odontoiatria, che prevede tariffe agevolate per il personale e i loro familiari; agevolazioni per la mobilità sostenibile, come abbonamenti scontati per i mezzi pubblici e servizi di car sharing; il Cral Ateneo Pavia Aps, un’associazione che promuove attività culturali, sociali, sportive e turistiche; e il Fondo Perseo Sirio, un fondo pensione complementare.
È importante sottolineare come la disponibilità di servizi di welfare possa contribuire a migliorare il benessere dei dipendenti, riducendo lo stress finanziario e favorendo un maggiore equilibrio tra vita professionale e privata. Questi benefici possono tradursi in una maggiore sicurezza economica e in una maggiore propensione all’investimento, soprattutto per le donne, che spesso si trovano a dover conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari.
Supporto finanziario: quale ateneo offre di più?
Un confronto dettagliato dei programmi di supporto finanziario offerti da Unical e Unipv rivela differenze significative nell’approccio adottato dai due atenei. Mentre l’Unipv si distingue per la sua ampia gamma di servizi di welfare, l’Unical sembra concentrarsi maggiormente sulle convenzioni bancarie e sulla possibilità di aderire a fondi pensione complementari. Questa differenza potrebbe riflettere diverse priorità e strategie nella gestione delle risorse umane.
L’Unipv, come accennato in precedenza, offre una vasta gamma di servizi di welfare che possono avere un impatto positivo sulla situazione finanziaria dei propri dipendenti. La piattaforma sconti “Unipv per te” consente di risparmiare su numerosi acquisti, mentre il Piano Sanitario UniSalute offre una copertura sanitaria integrativa che può ridurre le spese mediche. I buoni pasto contribuiscono a contenere i costi per l’alimentazione, mentre le agevolazioni per la mobilità sostenibile incentivano l’utilizzo di mezzi di trasporto ecologici ed economici. Le convenzioni con la Banca Popolare di Sondrio offrono condizioni agevolate per l’accesso a prodotti e servizi bancari, mentre il Fondo Perseo Sirio consente di costruire una pensione complementare per integrare quella pubblica.
L’Unical, pur non offrendo una gamma di servizi di welfare altrettanto ampia, ha stipulato convenzioni con diversi istituti bancari per offrire condizioni agevolate ai propri dipendenti. Queste convenzioni possono riguardare tassi di interesse più bassi sui mutui e sui prestiti personali, commissioni ridotte sui servizi bancari e altre agevolazioni. Inoltre, l’Unical offre ai propri dipendenti la possibilità di aderire a fondi pensione complementari, strumenti utili per costruire una pensione integrativa e garantire un futuro finanziario più sereno. Tuttavia, è importante sottolineare come le informazioni sui programmi di supporto finanziario specifici per i dipendenti Unical siano meno facilmente reperibili rispetto a quelle relative all’Unipv. Questa mancanza di trasparenza potrebbe rendere più difficile per i dipendenti Unical accedere ai benefici offerti dall’ateneo.
È interessante notare come entrambe le università abbiano scelto di offrire ai propri dipendenti la possibilità di aderire a fondi pensione complementari. Questa scelta riflette una crescente consapevolezza dell’importanza della previdenza integrativa in un contesto in cui il sistema pensionistico pubblico è sempre più sotto pressione. I fondi pensione complementari consentono ai lavoratori di accantonare una parte del proprio reddito durante la vita lavorativa per poi ricevere una pensione aggiuntiva al momento del pensionamento. Questi strumenti possono contribuire a garantire un tenore di vita adeguato anche durante la vecchiaia.
Tuttavia, è importante sottolineare come l’adesione a un fondo pensione complementare sia una scelta individuale che dipende dalle proprie esigenze e obiettivi finanziari. Prima di aderire a un fondo pensione, è fondamentale valutare attentamente le condizioni contrattuali, i costi, i rendimenti attesi e i rischi connessi all’investimento.

Divario salariale e progressioni di carriera
Numerose ricerche hanno evidenziato come, nonostante un aumento della presenza femminile nei ruoli accademici più elevati, persista una disparità di genere significativa, con una sovrarappresentazione degli uomini, in particolare nella posizione di Professore Ordinario. Questo divario salariale e di carriera può avere un impatto rilevante sulla capacità e sulla propensione delle donne a investire e pianificare il proprio futuro finanziario. È fondamentale analizzare le cause di questo divario e individuare misure concrete per contrastarlo.
Il divario salariale di genere può essere attribuito a diversi fattori, tra cui la segregazione occupazionale (le donne tendono a concentrarsi in settori meno remunerativi), la discriminazione salariale (le donne ricevono una retribuzione inferiore a quella degli uomini a parità di mansioni e competenze), e l’interruzione della carriera dovuta alla maternità e alla cura dei figli. La segregazione occupazionale può essere combattuta incentivando le donne a intraprendere percorsi di studio e professionali in settori tradizionalmente maschili, come le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (Stem). La discriminazione salariale può essere contrastata attraverso la promozione della trasparenza salariale e l’adozione di politiche di pari opportunità che garantiscano una retribuzione equa per tutti i lavoratori, indipendentemente dal genere. L’interruzione della carriera dovuta alla maternità e alla cura dei figli può essere mitigata attraverso la fornitura di servizi di assistenza all’infanzia accessibili e di qualità, il riconoscimento della maternità come valore sociale e l’adozione di politiche di conciliazione tra vita professionale e privata.
Oltre al divario salariale, le donne si trovano spesso a dover affrontare ostacoli nella progressione di carriera. Questi ostacoli possono includere stereotipi di genere, pregiudizi inconsci, mancanza di modelli di ruolo femminili, difficoltà a conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari, e una cultura organizzativa che favorisce la leadership maschile. Per superare questi ostacoli, è necessario promuovere una cultura organizzativa inclusiva che valorizzi la diversità e offra pari opportunità a tutti i dipendenti, indipendentemente dal genere. È importante incentivare la presenza di donne in posizioni di leadership, promuovere programmi di mentoring e coaching per le donne, e adottare politiche di conciliazione tra vita professionale e privata che consentano alle donne di conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari senza compromettere la loro carriera.
È interessante notare come il gender gap nel mondo accademico non sia solo un problema italiano, ma un fenomeno diffuso a livello internazionale. Tuttavia, alcuni paesi hanno compiuto progressi significativi nella promozione della parità di genere nelle università, adottando politiche innovative e misure concrete per contrastare le disuguaglianze. Ad esempio, alcuni paesi hanno introdotto quote di genere per l’accesso a posizioni di leadership, hanno implementato programmi di sostegno alla maternità e alla genitorialità, e hanno promosso la trasparenza salariale. L’Italia può trarre ispirazione da queste esperienze per adottare politiche più efficaci e accelerare il processo di raggiungimento della parità di genere nel mondo accademico.
Verso una maggiore sicurezza finanziaria per le dipendenti universitarie
L’analisi comparativa tra Unical e Unipv suggerisce che le politiche di “economia del personale e di genere” possono avere un impatto significativo sulla sicurezza finanziaria e sulle scelte di investimento delle dipendenti. Le università con politiche più inclusive e un’offerta più ampia di servizi di supporto potrebbero generare dipendenti donne più sicure e preparate nella gestione della loro “economia finanziaria personale”. Tuttavia, è fondamentale sottolineare come il raggiungimento di una maggiore sicurezza finanziaria per le dipendenti universitarie richieda un approccio multidimensionale che combini politiche di parità di genere, supporto finanziario e iniziative di educazione finanziaria.
Le politiche di parità di genere sono fondamentali per garantire alle donne le stesse opportunità di accesso all’istruzione, al lavoro e alla carriera. Queste politiche devono mirare a contrastare la discriminazione salariale, a promuovere la trasparenza salariale, a incentivare la presenza di donne in posizioni di leadership, e a adottare misure di conciliazione tra vita professionale e privata. Il supporto finanziario può contribuire a ridurre lo stress finanziario e a favorire una maggiore propensione all’investimento. Questo supporto può includere servizi di assistenza all’infanzia accessibili e di qualità, agevolazioni per l’accesso a prodotti e servizi bancari, e la possibilità di aderire a fondi pensione complementari. Le iniziative di educazione finanziaria sono essenziali per fornire alle donne le conoscenze e le competenze necessarie per gestire al meglio il proprio denaro e prendere decisioni di investimento consapevoli.
È interessante notare come, a livello nazionale, solo il 15% delle donne italiane consideri gli investimenti una priorità, rispetto al 21% degli uomini. Inoltre, solo il 43% delle donne italiane si sente sicura nel poter gestire bene il proprio denaro, e solo il 36% ritiene di avere le conoscenze necessarie per gestire le proprie finanze. Questi dati evidenziano un divario di genere significativo nella financial literacy, che può avere conseguenze negative sulla sicurezza finanziaria delle donne. Per colmare questo divario, è necessario promuovere iniziative di educazione finanziaria specifiche per le donne, che tengano conto delle loro esigenze e dei loro obiettivi finanziari. Queste iniziative possono includere corsi di formazione, workshop, seminari, e la creazione di materiali informativi accessibili e di facile comprensione.
In conclusione, affrontare il divario di genere negli investimenti richiede un impegno congiunto da parte delle università, delle istituzioni pubbliche, del settore privato e della società civile. Solo attraverso un approccio multidimensionale che combini politiche di parità di genere, supporto finanziario e iniziative di educazione finanziaria sarà possibile garantire a tutte le dipendenti universitarie le stesse opportunità di costruire un futuro finanziario sicuro e prospero.
Economia di genere: un’opportunità per tutti
In questo lungo viaggio attraverso le politiche di genere, i servizi di supporto finanziario e le sfide legate al divario salariale nel contesto universitario italiano, emerge un quadro complesso ma ricco di spunti. Affrontare le disuguaglianze di genere non è solo una questione di equità sociale, ma anche un’opportunità per migliorare il benessere economico di tutti. Quando le donne hanno le stesse opportunità degli uomini, quando si sentono sicure e competenti nella gestione delle proprie finanze, l’intera società ne beneficia.
L’economia di genere ci insegna che investire nelle donne significa investire nel futuro. Promuovere la parità di genere nel mondo del lavoro, garantire l’accesso all’istruzione e alla formazione, offrire servizi di supporto finanziario e iniziative di educazione finanziaria, sono tutti interventi che possono generare un circolo virtuoso di crescita economica e benessere sociale. Quando le donne hanno la possibilità di realizzare il proprio potenziale, di contribuire attivamente alla vita economica e sociale, l’intera società ne trae vantaggio.
Dal punto di vista dell’economia e della finanza personale, è fondamentale comprendere che il primo passo verso una maggiore sicurezza finanziaria è acquisire consapevolezza delle proprie competenze e dei propri obiettivi. Imparare a gestire il proprio budget, a risparmiare, a investire in modo consapevole, sono tutte azioni che possono fare la differenza nel lungo termine. Non è necessario essere esperti di finanza per prendersi cura del proprio denaro, ma è importante informarsi, documentarsi e, se necessario, chiedere consiglio a professionisti qualificati.
Dal punto di vista dell’economia e della finanza aziendale, è necessario comprendere il concetto di rendimento corretto per il rischio, che in questo caso si applica alla necessità di politiche retributive e di carriera eque, al fine di non disincentivare l’investimento in capitale umano femminile, generando così un costo opportunità per l’intera organizzazione. Allo stesso modo, è necessario comprendere che non è sufficiente avere la presenza femminile in posizioni apicali, ma è necessario comprendere a fondo i paradigmi di leadership femminile, che spesso si dimostrano più efficaci nel lungo termine rispetto a quelli tradizionali maschili.
Ti invito a riflettere su come le politiche di genere possono influenzare le tue scelte finanziarie. Hai mai pensato a come il divario salariale di genere potrebbe aver limitato la tua capacità di risparmiare o investire? Hai mai considerato l’impatto della maternità sulla tua carriera e sulle tue finanze? Informarsi ed essere consapevoli è un passo cruciale verso un futuro finanziario più sicuro ed equo per tutti.
- Dettagli sull'adozione del Gender Equality Plan all'Unical e obiettivi per la parità.
- Documento ufficiale del Gender Equality Plan 2022-2024 dell'Università di Pavia.
- Pagina Unical dedicata a PAP, Bilancio di genere e Gender Equality Plan.
- Pagina dedicata ai servizi per il personale dell'Università di Pavia.